Viareggio e massaciuccoli XVI XVII secolo

Il 26 Maggio del 932 Re Ugo ed il figlio Lotario donarono ai canonici del Duomo di Lucca la “curtis” di Massagrausi “proremedio animae” della madre Berta. Massagrausi, divenuta col tempo Massagrosa ed infine Massarosa, era il centro amministrativo della “curtis”

Strano e degno di studio fu il destino di questa “curtis”. Venutasi a trovare in mezzo a potentati feudali tipo quello dei signori di Montemagno e di Bozzano, soggetta di continuo a scorrerie saracene, campo di battaglia per secoli delle armi pisane e lucchesi , non solo riuscì a sopravvivere, ma coll’andare degli anni, oltre che acquistare immunità dagli oneri pubblici ed autonomia giurisdizionale dai poteri del duca e del marchese, riuscì a guadagnare il diritto di castellanea e quindi l’esercizio dei poteri sovrani in seguito alla costruzione di un “castrum”.

Forti alle numerose riconferme imperiali del privilegio concesso loro da Ugo e Lotario i canonici, allorché ottennero da Enrico IV, Federico I e Ottone IV pure il riconoscimento del “castrum”, poterono considerarsi proprietari di un feudo. Acquistò così una sempre maggiore importanza politica ed economica la “Jura” di Massarosa, arricchitasi col tempo della terra di Gualdo e del castello di Fibbialla.

 

sito di riferimento http://www.viareggino.com/viareggino/massarosa.asp